Coppia di spettroscopi a lamina di Lummer-Gehrcke

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O. Lummer ed E. Gehrcke, sfruttando il fatto che nel passare da un mezzo più rifrangente ad uno meno rifrangente, se l'incidenza è vicina a quella limite, il coefficiente di riflessione è prossimo all'unità, idearono e realizzarono nel 1903 la lamina che porta il loro nome, che è un interferometro a fasci multipli.
Essa consiste in una lunga lastra di vetro (o di quarzo cristallino), a facce rigorosamente piane e parallele, nella quale l'estremità trasversa rispetto alla dimensione di maggior lunghezza è tagliata obliquamente o una delle facce è sormontata da un prisma supplementare. L'inclinazione della faccia così ottenuta è tale che un fascio parallelo che incida quasi normalmente su di essa incide poi dall'interno sulle due facce della lamina in prossimità dell'angolo limite e viene quasi totalmente riflesso.
Come qualunque apparato dispersivo, la lamina di Lummer-Gehrcke viene utilizzata in spettroscopia ponendola fra un collimatore e un cannocchiale, ovviamente, con la faccia d'entrata parallela alla fenditura del collimatore.
Quando un fascio parallelo di luce monocromatica, proveniente dal collimatore, incide sulla lamina nelle condizioni dette sopra, ad ogni riflessione sulle sue facce solo una piccola quantità di luce fuoriesce e si ha una successione di fasci paralleli, aventi all'incirca la stessa intensità. ...continua