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Essi emergono quasi radenti da una faccia e dall'altra e l'obiettivo del
cannocchiale li fa convergere e interferire nel proprio piano focale posteriore.
Poiché il fascio incidente non è rigorosamente parallelo
dalla lamina emergono sistemi di fasci con inclinazioni leggermente diverse
e nel piano focale dell'obiettivo del cannocchiale si forma un sistema
di frange di uguale inclinazione.
La differenza di cammino ottico fra due fasci consecutivi, per una data
inclinazione, è
(1) D=2ndcosr
dove r è l'angolo di incidenza lamina-aria, n l'indice di rifrazione
e d lo spessore della lamina. Quindi per luce monocromatica di lunghezza
d'onda l l'ordine dello spettro è
m=D/l.
Il numero N dei fasci che interferiscono si ricava facilmente dividendo
la lunghezza l della lamina per la distanza
(2) d =2dtgr
fra due riflessioni consecutive.
Poiché r differisce di poco dall'angolo limite si può porre
senr=1/n e esprimere nella (1) cosr e nella (2) tgr in funzione di n;
allora per n=1,5 e l=500nm, essendo l=10,7 cm e d=3,25 mm, per
le lamine degli spettroscopi che vengono qui presentati, risulta il numero
dei fasci N=18, l'ordine m=14560 e il potere risolutivo mN=262000.
...continua
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