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La scoperta del dispositivo risale al 1665 ed è di Robert Hooke
(1635-1703) che nella sua Micrographia descrive gli
anelli colorati prodotti, intorno al punto di contatto, nella lamina d'aria
compresa fra due lenti sovrapposte aventi un grande raggio di curvatura.
Egli si limitò a descrivere gli anelli senza fare alcuna misura
ma, pur essendo il suo tentativo di spiegazione basato su un principio
completamente sbagliato, intuì che erano dovuti ai fasci riflessi
dalle due superfici della lamina d'aria.
Se si tiene conto del salto di fase di p alla riflessione aria vetro si
vede che gli anelli chiari si hanno per spessori il cui doppio è
uguale a un numero dispari di mezze lunghezze d'onda e gli anelli scuri
per spessori il cui doppio è uguale a un numero pari di mezze lunghezze
d'onda, con la conseguenza che per i primi gli spessori sono proporzionali
ai numeri dispari e per i secondi ai numeri pari.
La relazione esatta fra il raggio degli anelli, lo spessore dello strato
d'aria attraversato e il raggio di curvatura della lente può essere
determinata geometricamente e, trascurando il quadrato dello spessore
rispetto al quadrato del raggio di curvatura della lente, da quella relazione
si ricava che il quadrato del raggio del generico anello è uguale
al doppio del prodotto dello spessore dello strato d'aria per il raggio
di curvatura della lente.
...continua
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