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Il piezometro viene quindi introdotto nel cilindro già riempito
di liquido piezometrico e, una volta richiuso, si completa il riempimento
attraverso l'apposito imbutino.
Inizialmente il liquido piezometrico si trova a pressione atmosferica
e il manometro è pieno d'aria; ma quando lo si comprime, anche
l'aria contenuta nel manometro viene compressa e dalla conseguente diminuzione
di volume si risale alla pressione.Sulla piastra argentata sono incise
tre scale:
due di esse, una per misurare le variazioni di volume del liquido in studio
e l'altra per le pressioni, sono graduate in millimetri e la terza, per
leggere le temperature, è graduata da 0 a 65 gradi Celsius.
Si deve tenere però presente che la misura, come lo stesso Oersted
segnalò, è affetta da un errore sistematico:
non si è tenuto conto della diminuzione di volume che subisce il
serbatoio che è soggetto alla stessa pressione sia dall'esterno
che dall'interno; ma la correzione è molto piccola.
Lo strumento ha a corredo una chiave di ottone che, da un lato, consente
di aprirlo in alto, svitando il cilindro di ottone con lo stantuffo per
poterlo riempire di liquido piezometrico e introdurvi il piezometro; la
stessa chiave serve, dall'altro lato, per svitare la testa dello stantuffo,
costituita da una piastrina di ottone, per la sostituzione della guarnizione
di tenuta in pelle.
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