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Il tubo a raggi X che qui viene presentato, come tutti i
primi modelli, è un tubo focus; ossia un tubo in cui gli
elettroni vengono focalizzati dallo stesso catodo emettitore di
alluminio, che è concavo, in una zona molto ristretta dell'anticatodo.
La sua lunghezza complessiva è di circa 50 centimetri ed è
costituito da una parte centrale sferica e da due diramazioni laterali
cilindriche, diametralmente opposte, ciascuna lunga circa 18 centimetri;
uno di fronte all'altro sono fissati, da una parte il catodo, che cade
in corrispondenza della superficie della parte sferica e, dall'altra,
l'anticatodo, che cade nel centro.
La laminetta emettitrice dell'anticatodo è incassata in un grosso
blocco metallico, a becco di flauto, che è posto all'estremità
di una sottile guaina metallica cilindrica che ne favorisce il raffreddamento.
A circa 45 gradi rispetto all'anticatodo si trova l'anodo che è
costituito da un cilindretto di alluminio lungo circa 5 centimetri. Nei
vecchi tubi a raggi X, durante il funzionamento, le particelle di gas
aderivano alle pareti di vetro e il vuoto aumentava; i raggi X diventavano
via, via, più penetranti, le immagini sempre meno contrastate e
a un certo punto il tubo diventava inutilizzabile; perciò quasi
tutti i tubi erano muniti di un dispositivo per la rigenerazione
che poteva immettere piccole quantità di gas ripristinando la pressione
necessaria per il buon funzionamento. ...continua
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