La parola telefono fu coniata da Johann Philip Riess (1834-1874) che per primo nel 1861 trasmise elettricamente a distanza il suono di un diapason. Il dispositivo ideato da Riess e quelli di altri che seguirono, come quello dell'americano Elisha Gray (1835-1901), erano basati su brusche interruzioni e ripristini di una corrente, provocati da una lamina posta in vibrazione dal suono da trasmettere; ma l'intensità della corrente rimaneva la stessa.
L'altezza dei suoni, che dipende dalla frequenza fondamentale, non veniva modificata.
Il timbro, che dipende dalle armoniche che accompagnano la fondamentale, risultava in qualche misura alterato. Le variazioni di intensità non potevano, in nessuna maniera, essere riprodotte. Per riprodurre le articolazioni e le inflessioni della voce occorreva ben altro.
Fu l'ingegno del fisico scozzese, naturalizzato americano, Alexander Graham Bell (1847-1922) a risolvere in maniera estremamente semplice ed elegante il problema. Il suo primo telefono Bell lo presentò all'esposizione di Filadelfia del 1876 e lo brevettò nello stesso anno, precedendo di poche ore Gray che ne brevettò uno analogo. Ma già nel 1871 Antonio Meucci (1808-1889), che nel 1857 aveva costruito un primo rudimentale apparecchio telefonico, ne aveva brevettato uno abbastanza simile a quello di Bell. ...continua