Solo le difficoltà economiche impedirono a Meucci di sfruttare e rinnovare il brevetto che decadde.
Fu invece Bell a trarre grossi vantaggi economici dall'invenzione; a lui, anche se non è stato effettivamente l'inventore del telefono, come dai più è sempre stato considerato, bisogna riconoscere il grande merito di averne favorito lo sviluppo e la diffusione sull'onda della grande impressione che aveva suscitato, anche negli scienziati, il suo impianto fatto funzionare all'esposizione di Filadelfia del 1876.
Sir William Thomson (1824-1907), che aveva visitato l'esposizione, rimase talmente impressionato che, in una riunione dell'Associazione Britannica per il progresso delle scienze dello stesso anno, presentava l'invenzione di Bell come:
"la meraviglia delle meraviglie "....." di cui non si può non ammirare l'arditezza che ha permesso di risolvere in maniera così semplice, un problema così complesso".
Il successivo telefono, messo a punto da Bell, differiva dal primo solo per la forma del trasmettitore che era identico al ricevitore.