![]() |
|
Utilizzando
due sorgenti distinte si incontravano notevoli difficoltà per ottenere
e, soprattutto, per mantenere per tutta la durata dell'osservazione, le
condizioni necessarie per l'interferenza fra due onde sonore con minimi
nulli. Fu John Friedrich Wilhelm Herschel (1792-1871) ad avere l'idea che, per superare quelle difficoltà e ottenere fenomeni di interferenza di durata sufficientemente lunga, bastava dividere in due le onde provenienti dalla stessa sorgente e farle sovrapporre dopo aver percorso cammini diversi. La via indicata da Herschel nel Philosophical Magazine del 1833 venne seguita da Georg Hermann Quincke (1834-1924) che pubblicò i risultati delle sue ricerche sui Poggendorff's Annalen del 1866. L'apparecchio, ideato da Herschel e poi perfezionato e diffuso da Quincke, dal quale prese il nome, venne ulteriormente perfezionato da Karl Rudolph Koenig (1832-1901) in una versione che consentiva di realizzare esperimenti di interferenza con grande facilità. Nell'apparato di Koenig il suono di un diapason viene convogliato, attraverso un risonatore, in un tubo che si biforca in due rami ad U, uno fisso e l'altro allungabile a telescopio. Le estremità libere dei due rami sono collegate a due capsule manometriche ciascuna delle quali ha due uscite; una di esse alimenta un becco comune e l'altra un becco proprio. Le onde che percorrono i due rami hanno la stessa frequenza e nel punto di diramazione hanno anche la stessa intensità e la stessa fase; all'uscita hanno ancora la stessa frequenza e la stessa intensità ma fase diversa, se diversi sono i cammini percorsi. Per tutto il tempo per cui la lunghezza dei due rami viene lasciata invariata la differenza di fase rimane costante e le due onde fatte sovrapporre interferiscono. ...continua |
|
![]() |
![]() |
||||