Perciò quando l'analizzatore, orientato con l'asse di trasmissione perpendicolare al piano di incidenza, riceve il fascio trasmesso dalla pila di lastre in incidenza brewsteriana, assorbe il 78 % dell'intensità e trasmette il restante 22 % e sullo schermo si osserva, in corrispondenza, un minimo di illuminazione.
Orientando l'analizzatore con l'asse di trasmissione perpendicolare al piano di incidenza del fascio di luce naturale sulla pila di lastre e variando l'inclinazione di queste, si può determinare la posizione per cui l'intensità trasmessa dall'analizzatore è minima e verificare la legge di Brewster.
La verifica può essere ripetuta con maggiore precisione utilizzando la pila di lastre come polarizzatore per riflessione; basta infatti orientare l'analizzatore con l'asse di trasmissione parallelo al piano di incidenza e, facendo variare solo l'inclinazione della pila di lastre, individuare quella per cui l'intensità trasmessa dall'analizzatore è minima.
L'apparecchio consente anche di ripetere gli esperimenti di Biot sull'attività ottica cristallina utilizzando lamine di quarzo, levogiro e destrogiro, tagliate perpendicolarmente all'asse ottico.
Si possono anche osservare le figure di polarizzazione cromatica prodotte da lamine cristalline tagliate con inclinazioni diverse rispetto all'asse ottico o da lastre di vetro temperato.
Si capisce che se la pila avesse un numero sufficientemente elevato di lastre (25÷30), il fascio trasmesso, come aveva verificato Malus, sarebbe totalmente polarizzato e le misure fatte in luce trasmessa avrebbero la stessa precisione di quelle fatte in luce riflessa.