Banco di diffrazione

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I banchi di diffrazione in dotazione nei Gabinetti di Fisica nella seconda metà del XIX secolo e nei primi decenni del XX sono essenzialmente costituiti da un'asta metallica graduata sulla quale possono scorrere appositi cursori; su questi sono fissate, o possono essere montate, delle lastre munite di un'apertura rettangolare verticale nella quale vengono inseriti, mediante apposite guide a slitta, i supporti dei diversi accessori per la produzione e l'osservazione di un gran numero di fenomeni di interferenza e di diffrazione.
Nell'esemplare che viene presentato l'asta graduata (lunghezza 125 cm; spessore 0,5 cm) a sezione rettangolare è di ottone ed è fissata, mediante colonne pure di ottone, su un banco di mogano lucidato (lunghezza 103 cm; altezza e profondità 24,5 cm) munito di un ampio cassetto per gli accessori.
Sui cursori è inciso l'indice per la scala graduata seguito da cinque divisioni di un millimetro ciascuna.
Le lastre nelle quali sono ricavate le aperture in cui vengono inseriti i supporti degli accessori sono quadrate (lato 11 cm) e le aperture rettangolari (altezza 6,6 cm; lunghezza 3 cm).
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