Una delle qualità per cui un apparato dispersivo è considerato migliore di un altro è quella di riuscire a separare componenti monocromatiche le cui lunghezze d'onda differiscono fra loro meno di quelle che riesce a separare l'altro.
Uno dei parametri che caratterizza un apparato dispersivo è il potere risolutivo, che è dato dal rapporto fra la lunghezza d'onda di una componente monocromatica e la differenza di lunghezza d'onda con la più vicina componente monocromatica che quell'apparato riesce a separare.
Poiché stabilire quando due righe possono essere considerate distinte è estremamente soggettivo, ogni qual volta è possibile ci si serve del criterio di Lord Rayleigh, secondo cui, nello spettro di un dato ordine, due righe di uguale intensità, corrispondenti a lunghezze d'onda diverse, possono essere considerate distinte quando il massimo dell'una coincide con il minimo dell'altra adiacente al massimo dello stesso ordine.
Nel caso di un reticolo piano, utilizzando il criterio di Lord Rayleigh e le condizioni di massimo e minimo, si trova che il potere risolutivo è dato dal prodotto dell'ordine m dello spettro per il numero N dei tratti effettivamente investiti dal fascio di luce da analizzare.
Per aumentare il potere risolutivo dei reticoli piani, non potendo andare con l'ordine dello spettro oltre il terzo o il quarto, a causa della sovrapposizione e della poca luminosità, si cercò di aumentare il numero dei tratti a centimetro; ma per questa via i progressi erano limitati.
Anche i tentativi di realizzare reticoli che convogliassero tutta, o quasi, la luce difratta nello spettro di un dato ordine ebbe un successo solo parziale e più o meno casuale. ...continua