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Di un oggetto all'infinito l'obiettivo fornisce un'immagine reale
e capovolta che è tanto più grande quanto più lunga
è la distanza focale; mentre l'oculare, che ha il ruolo di lente
di ingrandimento, fornisce un'immagine virtuale ancora capovolta rispetto
all'oggetto e la sua distanza focale deve essere corta perché l'ingrandimento
sia elevato.
Come abbiamo detto nella scheda precedente, poiché la distanza
fra l'obiettivo e l'oggetto non può essere variata apprezzabilmente,
la messa a fuoco viene effettuata facendo variare la distanza fra l'obiettivo
e l'oculare.
Nel sistema telescopico questa distanza viene regolata in modo
tale che l'immagine virtuale si formi all'infinito; allora il fuoco dell'oculare
coincide col fuoco dell'obiettivo e la distanza fra l'obiettivo e l'oculare
è uguale alla somma delle distanze focali.
Quello in oggetto è un telescopio rifrattore (o cannocchiale
astronomico) di Keplero a due tiraggi che aperto è lungo 89,5
centimetri e chiuso 69,5 centimetri.
Il tubo obiettivo è in legno, è lungo 64,7 centimetri,
ha un diametro di 8,5 centimetri ed è dotato di una ghiera portaobiettivo
in ottone brunito. La lente obiettivo ha distanza focale di 6,6
centimetri e diametro di 7,1 centimetri.
...continua
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