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I due movimenti sono indipendenti e sono comandati manualmente,
dalla parte della lastra opposta a quella in cui è situato lo specchio,
mediante una vite continua, che agisce su una ruota dentata coassiale
con lo specchio, e mediante una ruota dentata, che agisce sul contorno
a cremagliera dello stesso anello.
La piastra viene fissata alla finestra, dalla parte interna, in modo tale
che, lo specchio sporga all'esterno e che si possa avvitare all'apertura
il tubo metallico di uscita della luce.
In questo modo i movimenti ortogonali di rotazione dello specchio possono
essere comandati dall'interno per dirigere il fascio nella direzione voluta
e per compensare, con piccole e frequenti correzioni, gli spostamenti
dovuti al moto apparente del sole.
La sezione del fascio può essere limitata utilizzando un diaframma
circolare o una fenditura di larghezza variabile innestati all'estremità
del tubo di uscita del fascio di luce.
Svitando dalla piastra il tubo di uscita si può avvitare al suo
posto un microscopio solare o un polariscopio; con il primo si utilizza
la faccia del portaspecchi alla quale è fissata una normale lastra
di vetro argentata e col secondo l'altra faccia che porta una lastra di
vetro con la faccia posteriore annerita
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