Gli stereoscopi, a seconda del dispositivo ottico che utilizzano per far pervenire a ciascuno degli occhi la luce proveniente da una sola delle due riproduzioni, sono detti a riflessione o a rifrazione.
Lo stereoscopio a riflessione , ideato nel 1832 da Charles Wheatstone (1802-1875), è costituito da un regolo, che nel modello originale era di legno, alle cui estremità sono posti due schermi verticali, ad esso perpendicolari, sui quali vengono fissate le due riproduzioni dell'oggetto da osservare; nel centro del regolo sono fissati due specchi piani verticali, a 90 gradi fra loro, con lo spigolo comune giacente nel piano perpendicolare al regolo.
Ponendosi di fronte allo spigolo comune dei due specchi si può cogliere, separatamente e simultaneamente, con l'occhio destro l'immagine della riproduzione fissata sullo schermo di destra e con l'occhio sinistro l'immagine della riproduzione fissata sullo schermo di sinistra.
La distanza e le posizioni degli specchi e degli schermi sono regolate in modo tale che le immagini fornite dai due specchi si sovrappongano dietro il regolo.
Negli stereoscopi a rifrazione le due riproduzioni, affiancate su uno stesso telaietto, quando sono su vetro, carta trasparente o pellicola, vengono osservate in luce trasmessa e sono illuminate dal retro attraverso una finestra di vetro smerigliato che copre quasi per intero la faccia anteriore dello strumento; mentre quando sono su cartoncino opaco vengono osservate in luce diffusa e sono illuminate tramite uno specchio incernierato nella parte superiore dello strumento. ...continua