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Furono proprio gli esperimenti tendenti a stabilire se quella corrente
era della stessa natura dell'ordinaria elettricità a condurre
direttamente alla scoperta dell'arco. Quelli esperimenti si basavano infatti
sullo studio della scintilla prodotta al contatto fra due conduttori collegati
ai terminali di una batteria.
Il primo ad utilizzare come conduttori in quelle ricerche due pezzi di
carbone fu, nell'ottobre del 1800, Sir Humphry Davy (1778-1829)
che ne diede notizia nel 1801 alla Royal Institution, della quale
era appena diventato conferenziere di chimica. Ma, a causa dell'elevata
resistenza interna delle pile, dovuta alle ridotte dimensioni delle lastre
di zinco e di rame, le batterie che Davy aveva utilizzato non potevano
erogare la corrente necessaria per produrre e mantenere l'arco; egli infatti
non disse di aver osservato la formazione e la persistenza dell'arco in
quell'esperimento. ...continua
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