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La valvola chiudendosi spinge in avanti l'asticciola e questa, agendo
sul braccio inferiore della leva, sposta indietro quello superiore, che
riporta il martelletto nella posizione iniziale. Il processo si può
ripetere e, introducendo dopo ogni sparo un altro proiettile nella canna,
si può sparare un certo numero di colpi senza dover comprimere
nuovamente l'aria.
L'esemplare conservato nel Museo ha la parte centrale e l'impugnatura
per il puntamento in legno pregevolmente intarsiato e le parti metalliche
finemente incise.
La camera di compressione (lunghezza 31,5 cm), che è di ferro ed
era foderata in cuoio, ha la forma di un tronco di cono (diametri 8 e
4,6 cm) chiuso nella parte più larga da una semisfera.
La canna è di ferro, è lunga 79 centimetri, ha diametro
esterno di 1,6 centimetri e interno di 1,1 centimetri.
La lunghezza complessiva del fucile è di un metro e sedici centimetri.
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