In prossimità della base la pompa comunica con l'esterno tramite due tubicini, ciascuno dei quali è munito di un rubinetto e di una valvola tenuta chiusa da una leggera molla a spirale; di essi, uno serve per aspirare l'aria o il gas che si vuole comprimere, e l'altro per immetterlo nell'apposito recipiente.
La valvola del tubicino di aspirazione apre dall'esterno verso l'interno e quella del tubicino di immissione dall'interno verso l'esterno.
Anche in questo tipo di pompa c'è uno spazio nocivo che è delimitato dalla base dello stantuffo, quando è completamente abbassato, e dalla base del corpo di tromba fino alle due valvole. C'è quindi anche un limite alla pressione massima raggiungibile nel recipiente che, se l'apertura della valvola fosse automatica, sarebbe data dalla pressione che si raggiunge nel corpo di tromba quando l'aria o il gas aspirato, e successivamente compresso, finisce per occupare il minimo volume a disposizione, che è quello dello spazio nocivo.
Nel caso dell'aria questo limite ideale, se la tenuta fosse perfetta e l'aria un gas ideale, per la legge di Boyle, sarebbe dato dalla pressione atmosferica moltiplicata per il rapporto fra il volume totale del corpo di tromba e quello dello spazio nocivo.
In tutti i casi il limite effettivo è molto più basso e si raggiunge quando la differenza fra la pressione nel corpo di tromba, dopo aver abbassato completamente lo stantuffo, e la pressione raggiunta nel recipiente non è sufficiente ad aprire la valvola.
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