Il catetometro, ideato agli inizi dell'ottocento da Joseph Louis Gay-Lussac (1778-1850) e perfezionato da Pierre Louis Dulong (1785-1838) e Talexis Thérèse Petit che lo utilizzarono nelle loro ricerche sulla dilatazione del mercurio, divenne uno degli strumenti di misura più utilizzato nei laboratori di Fisica e anche di Chimica per tutto l'ottocento e nella prima metà del novecento, subendo numerose modifiche e perfezionamenti.

Perché la precisione di un catetometro possa essere sfruttata appieno occorre che l'asta sia perfettamente verticale e che l'asse ottico del cannocchiale (ossia la retta che congiunge il centro ottico dell'obbiettivo e il centro del reticolo) e il suo asse geometrico (ossia l'asse del suo involucro metallico) siano orizzontali.
Le relative operazioni di controllo e di rettifica che devono essere effettuate preliminarmente all'utilizzazione del catetometro, anche se molto semplici, sono piuttosto lunghe e si trovano descritte in alcuni trattati (per es. Battelli - Cardani e Drigo - Alocco).
Il catetometro è stato utilizzato, ben oltre la metà del XX secolo, dagli studenti per lo studio dei fili sottoposti a trazione e per la misura del raggio interno di un capillare e della tensione superficiale col metodo delle ascensioni capillari.