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Il dispositivo che viene presentato è un modello del relè elettromagnetico, ideato intorno al 1850 dall'orologiaio svizzero Mathäus Hipp (1813-1893), che soppiantò quelli precedentemente usati in tutta la rete telegrafica svizzera consentendo di ridurne il numero da 23 a 11.
La necessità di utilizzare in telegrafia un ripetitore automatico derivò dal fatto che la corrente elettrica che trasportava un dispaccio, quando giungeva al ricevitore telegrafico attraverso una lunga linea, poteva risultare talmente indebolita da non riuscire a farlo funzionare. In questi casi aumentare la potenza del generatore che alimentava la linea non era di grande aiuto. La scoperta del relè elettromagnetico consentì a Charles Wheatstone (1801-1875) nel 1858 di risolvere questo problema, in maniera molto semplice, provocando, sotto l'azione della debole corrente in arrivo dalla linea, l'apertura e la chiusura di un circuito elettrico, a sua volta, alimentato da un generatore locale capace di erogare una corrente di intensità sufficiente a far funzionare il ricevitore (funzione tipica di relè ripetitore).
Un relè elettromagnetico è essenzialmente costituito da un'elettrocalamita la cui armatura mobile è fissata ad uno dei bracci di una leva. Quando nell'elettrocalamita circola corrente l'armatura viene attratta e un interruttore, che ha uno dei contatti fissato all'estremità dell'altro braccio della leva, chiude un altro circuito. ...continua