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Un qualunque suono o rumore produce delle vibrazioni della tavoletta
che si trasmettono ai blocchetti di carbone con conseguenti variazioni
di pressione ai contatti col cilindretto; queste fanno variare notevolmente
la resistenza, generando forti oscillazioni dell'intensità di corrente
nel circuito.
Le variazioni di corrente fanno vibrare la membrana di ferro del ricevitore
e riproducono, fortemente amplificato, il rumore o il suono originario.
Rumori debolissimi, come i battiti di un orologio poggiato sulla tavoletta
che fa da base al dispositivo, o addirittura i passi di una mosca che
vi camminava sopra, venivano resi perfettamente udibili da questo apparato
che, per questo motivo, Hughes denominò microfono.
Sulla base in legno figura il Nº 427 attribuito nell'inventario al
telefono di Bell e certamente scritto per errore in occasione di una qualche
revisione di inventario.
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