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Poiché l’ordine m dello spettro è dato dalla differenza di cammino ottico divisa per la lunghezza d’onda, nell’esemplare che presentiamo, essendo h=10,265 mm e ponendo n=1,5 e l=500 nm, risulta m=10300; inoltre, essendo N=12 il numero delle lastre, il suo potere risolutivo è mN=123600. Nel reticolo a gradinata, essendo l’ordine assai elevato, il problema della sovrapposizione è molto accentuato; infatti perché la componente di lunghezza d’onda l¢ dello spettro di ordine m, si sovrapponga alla componente di lunghezza d’onda l dello spettro di ordine m+1, le corrispondenti differenze di cammino ottico ml¢ e (m+1)l devono essere uguali e la differenza l¢-l fra le lunghezze d’onda di quelle componenti deve essere uguale a l/m e per l=500 nm risulta uguale a 0,05 nm. Per evitare la sovrapposizione la luce incidente deve quindi essere ben monocromatica. Il reticolo a gradinata, come tutti gli apparati ad alta risoluzione, viene perciò utilizzato per lo studio della struttura fina delle righe spettrali e la riga da studiare viene isolata mediante uno spettroscopio a prisma o a reticolo (monocromatore) e inviata sulla fenditura dello spettroscopio nel quale è montato il reticolo a gradinata.
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