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I due emisferi, avendo lo stesso diametro e i bordi ben spianati, si
adattano perfettamente l'uno all'altro e sovrapposti formano una sfera
ermeticamente chiusa. Una guarnizione di pelle accuratamente spalmata
di sego assicurava una buona tenuta di vuoto. L'emisfero inferiore porta
un rubinetto e può essere svitato dalla base di sostegno per essere
avvitato al piatto di una macchina pneumatica; quello superiore è
munito di un anello che serve da impugnatura per esercitare una trazione
una volta fatto il vuoto e chiuso il rubinetto.
Quando i due emisferi contengono aria si possono separare con facilità;
una volta fatto il vuoto e chiuso il rubinetto occorre una forza considerevole
per separarli e la forza è tanto maggiore quanto più grandi
sono gli emisferi; infatti, anche se il vuoto non è tanto spinto,
la forza che ciascuno dei due emisferi esercita sull'altro è praticamente
uguale a quella della pressione atmosferica (pari a 1,03 chilogrammi peso
per ogni centimetro quadrato della superficie delimitata dal bordo circolare
dei due emisferi). In una delle spettacolari dimostrazioni pubbliche eseguita
da von Guericke a Regensburg (Ratisbona) nel 1654, alla presenza di Ferdinando
III Imperatore di Germania, due emisferi del diametro di 44 centimetri,
una volta fatto il vuoto, furono separati con gran fatica da otto pariglie
di cavalli e, quando vi riuscirono, si produsse una forte detonazione.
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