Per armare un magnete naturale, una volta individuati i suoi poli, si lavoravano sulla sua superficie due facce ben spianate normali all'asse dei poli, alle quali si applicavano due piastre di ferro molto dolce che le coprivano completamente.
Le piastre, che erano tenute ben aderenti alle facce del magnete da un telaio di rame, terminavano in basso con due corte appendici ben spianate, in genere a sezione rettangolare, che fungevano da espansioni polari. Alle espansioni polari si applicava un'ancora di ferro dolce munita di un gancio, al quale venivano sospesi dei pesi per mostrare la notevole forza attrattiva del magnete.
Si capisce come in questo modo il potere attrattivo del magnete
venisse notevolmente aumentato; infatti così, oltre a sfruttare l'azione attrattiva di entrambi i poli, tutte le linee di forza del campo magnetico venivano convogliate nelle lastre di ferro dolce e quindi nelle espansioni polari alle quali l'ancora aderiva perfettamente.