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Il nome di fiamme cantanti è stato
dato a questi dispositivi per il fatto che, se si accende il becco a gas
e si regola opportunamente la lunghezza della fiamma e la sua posizione
nel tubo, si ottiene un suono puro e la fiamma vibra con la stessa frequenza
del suono emesso; talvolta il suono è così intenso e le
vibrazioni della fiamma così energiche che essa si spegne.
Se si analizza il suono emesso si vede che esso è quello che il
tubo emetterebbe in assenza del becco a gas e con l'aria al suo interno
alla stessa temperatura.
Se, partendo da una situazione in cui la fiamma è molto corta e
canta spontaneamente, si aumenta lentamente il flusso del gas la
fiamma si allunga con regolarità e si giunge ad una situazione
di equilibrio instabile in cui la fiamma canta quando si introduce nell'ambiente
un suono, di sufficiente intensità, che ha la stessa frequenza
di quello che il tubo emette spontaneamente.
Se si introducono suoni diversi da quello caratteristico, singolarmente
o insieme, la fiamma rimane insensibile qualunque sia la loro intensità;
se, insieme ad essi, si introduce anche un suono che è all'unisono
con quello caratteristico la fiamma entra in vibrazione e, se l'intensità
è sufficientemente elevata, il tubo riemette solo quel suono.
Col primo esperimento viene messo in evidenza il fenomeno della risonanza
in un tubo aperto e con il secondo la proprietà generale che ha
un corpo risonante di scomporre nei suoi componenti un suono complesso
che lo investe, rispondendo solo a quello la cui frequenza è uguale
alla frequenza propria di vibrazione di quel corpo.
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