Con il metodo ottico per rendere visibili le vibrazioni di un diapason, si manda sullo specchio fissato ad uno dei rebbi un pennello di luce proveniente da un forellino intensamente illuminato e il raggio riflesso viene raccolto su uno schermo o osservato direttamente ad occhio.
Quando il diapason è a riposo si raccoglie l'immagine ferma del forellino e si vede un punto luminoso; quando il diapason viene posto in vibrazione lo specchietto oscilla intorno all'asse perpendicolare al piano individuato dai due rebbi, l'immagine si sposta parallelamente a quel piano e, per la persistenza dell'immagine sulla retina, essendo il movimento molto rapido, si osserva un'immagine rettilinea persistente.
Per studiare con questo metodo la composizione di due movimenti vibratori paralleli ci si serve di due diapason disposti verticalmente, l'uno dirimpetto all'altro, in modo tale che il raggio luminoso riflesso dallo specchio di uno di essi venga successivamente riflesso dallo specchio dell'altro, che è sensibilmente parallelo al primo, sullo schermo posto nel piano focale posteriore di una lente convergente.
Facendo vibrare uno solo dei due diapason si osserva una linea; se si fanno vibrare i due diapason con la stessa frequenza la linea si allunga o si accorcia a seconda della differenza di fase e ha lunghezza massima quando sono in fase e minima quando sono in opposizione.
Se con un piccolo spostamento dei cursori sui suoi rebbi si fa variare leggermente le frequenza del secondo diapason si producono dei battimenti e la linea si allunga e si accorcia periodicamente.
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